Michael 2: indispensabile sequel per il pubblico

Lionsgate ha confermato ufficialmente lo sviluppo di Michael 2, il sequel diretto del fortunatissimo biopic incentrato sull’avventura artistica ed esistenziale del Re del Pop. Arrivata direttamente del presidente Adam Fogelson, la news non giunge del tutto inaspettata per gli addetti ai lavori: il mix tra una chiusura narrativa volutamente parziale e un botteghino globale che ha polverizzato i 217 milioni di dollari nel solo fine settimana di esordio ha reso questo secondo capitolo una scelta commerciale inevitabile.

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Ti invitiamo a continuare a leggere solo se hai già visto Michael, per non perderti “la sorpresa” nel finale. Il primo lungometraggio ha scelto strategicamente di concentrare la propria narrazione sull’ascesa meteorica di Jackson, arrestando la cronologia del racconto alle porte del celebre Bad World Tour del 1988. Una decisione che ha lasciato gli spettatori con una dicitura emblematica sui titoli di coda: “La sua storia continua”. Ora, la macchina industriale del cinema si prepara ad addentrarsi nei territori più densi, complessi e maturi della vita del musicista, promettendo un’opera strutturalmente e visivamente differente rispetto alla precedente.

Un elemento chiave che accelererà i tempi di gestazione di questa seconda parte riguarda l’immenso archivio di riprese già effettuate dal regista Antoine Fuqua. Durante la fase di produzione principale di Michael, la quantità di materiale accumulato e le scenografie monumentali ricostruite avevano originato un montaggio preliminare della durata record di quasi quattro ore. Di fronte alla necessità di preservare il ritmo cinematografico per la distribuzione nelle sale, la produzione aveva optato per un drastico lavoro di sottrazione, isolando i segmenti legati alla giovinezza e alla prima maturità.

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Il materiale escluso, unito a nuove sessioni di riprese programmate provvisoriamente tra la fine del corrente anno e i primi mesi del 2027, andrà a comporre l’ossatura di Michael 2. I ritardi logistici rimangono legati esclusivamente alla fitta agenda di Fuqua, ma la volontà della major di battere il ferro finché è caldo è testimoniata da una pre-produzione che procede a tappe forzate. Jaafar Jackson tornerà a indossare i panni dello zio, forte di un consenso unanime che lo ha consacrato come la vera rivelazione dell’intera operazione editoriale.

Michael 2 e la sfida dei capitoli più oscuri e controversi

Se il capitolo d’esordio ha potuto far leva sulla luminosità dell’epopea di Thriller e sull’entusiasmo della conquista del mercato mondiale, il sequel dovrà necessariamente confrontarsi con un materiale narrativo infinitamente più infiammabile. La linea temporale del nuovo film abbraccerà gli anni Novanta e i primi anni Duemila, un ventennio caratterizzato da vette artistiche strabilianti, come la genesi di album complessi come Dangerous e HIStory, ma anche dal deterioramento dell’immagine pubblica della star.

Michael 2: indispensabile sequel per il pubblico

La vera scommessa per lo sceneggiatore John Logan risiederà nel modo in cui verranno calibrate le delicate vicende giudiziarie che hanno segnato l’esistenza di Jackson a partire dal 1993. Molti analisti si interrogano su quanto la pellicola deciderà di addentrarsi nei dettagli dei processi, bilanciando la tutela della memoria dell’artista con l’esigenza di una ricostruzione storica onesta e non eccessivamente agiografica. Sarà proprio questo equilibrio tra la celebrazione del genio scenico e il racconto dell’isolamento umano a determinare il valore artistico del seguito.

Dal punto di vista prettamente stilistico, le prime indiscrezioni della produzione suggeriscono un cambio di passo radicale rispetto al tono quasi documentaristico delle origini. Michael 2 promette di assumere i contorni di un dramma psicologico cupo, focalizzato sul contrasto stridente tra l’adrenalina delle arene affollate da centinaia di migliaia di persone e la solitudine claustrofobica dei camerini e della residenza di Neverland.

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L’evoluzione estetica di Michael Jackson, segnata dal progredire della vitiligine e dalle numerose trasformazioni fisiche, richiederà uno sforzo supplementare da parte del reparto trucco e degli effetti visivi, per restituire sullo schermo i mutamenti di un corpo costantemente esaminato dai media mondiali. La promessa della produzione è quella di non edulcorare la sofferenza fisica e psicologica di un uomo diventato, suo malgrado, il centro di gravità permanente del circo mediatico globale, regalando al pubblico un’opera che promette di far discutere ben oltre i confini delle sale cinematografiche.

Fonte: Anticipazioni – Cinema e Serie Tv
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