Il Presidente Rutelli al Sole 24 Ore: “Una filiera più integrata per far crescere il cinema italiano”

15/8/2023

 

15 agosto 2023. IL SOLE 24 ORE. L’intervista

FRANCESCO RUTELLI: A POCHI GIORNI DALLA MOSTRA DI VENEZIA IL PRESIDENTE ANICA SOTTOLINEA I NUMERI POSITIVI DEL PUBBLICO IN SALA, E CHE ORA “LA FILIERA INTEGRATA DEVE CONTINUARE A CRESCERE”.

Cinema: investimenti, aggregazioni e prodotti di qualità per crescere. Una filiera più integrata per far crescere il cinema italiano. Dopo gli sceneggiatori cercheremo di chiudere a settembre un accordo italiano anche con attori e interpreti.

di Andrea Biondi

 

 

L’Italia ha le carte in regola per competere come sistema del cinema e dell’audiovisivo. L’importante, spiega Francesco Rutelli, presidente dell’Anica, è fare il lavoro che serve, anche migliorando elementi a oggi trainanti come il tax credit. Intanto ci si prepara alla Mostra di Venezia. Quale messaggio consegnerà? “Che si riafferma la forza internazionale dell’Italia, con il Soft Power della sua cultura, dei suoi territori e industrie”.

Alla fine della stagione 2022-23 mancano 170 milioni al box office rispetto al 2018-19, anche se il dato è in crescita di quasi il 40% rispetto al 2021-22.

Il pubblico nelle sale è tornato a crescere, e gradualmente tornerà ai livelli pre crisi Covid. L’esperienza nelle sale, con decine di milioni di biglietti venduti ogni anno, è tuttora la forma di entertainment più popolare in Italia.

Il ministero della Cultura in questa estate ha ideato Cinema Revolution: biglietti a 3,50 euro per i film italiani ed europei in sala. Tuttavia è stata Barbie a riportare la gente al cinema.

È una spinta promozionale positiva: allineare i mesi estivi alle stagioni più forti è l’unico modo per crescere. Pochi azzeccherebbero la risposta, se chiedessimo “quanti italiani sono andati al cinema a vedere Barbie?”. Quasi quattro milioni in poco più di un mese. Certo: i maggiori nuovi film italiani erano programmati dalla Mostra di Venezia in poi, e dunque usciranno dopo. Negli incassi in sala, peraltro, questo 2023 vede più film italiani tra i primi 20 rispetto all’ultimo anno di successo, il 2019, e i sei film in concorso e gli altri prodotti importanti a Venezia sono un ottimo indicatore. Ma guai a inaridire il vivaio della sperimentazione e degli esordienti.

Come va giudicato lo stato di salute del cinema italiano?

La filiera è integrata e dobbiamo continuare a crescere. Non si può parlare delle sale ignorando l’offerta televisiva e quella dello streaming, e i mercati internazionali. Per questo l’Anica ha più che raddoppiato le imprese associate, accogliendo piattaforme, editori digitali e creators, esportatori e i produttori di animazione, assieme ai nostri produttori, editori-distributori, imprese tecniche. Ognuno segue il proprio business, nel rispetto delle regole antitrust, ma il dialogo è indispensabile, perché la competizione internazionale è feroce, che si parli del super-sussidiato modello francese, o delle agevolazioni per gli studios delle multinazionali in Spagna, o delle offerte low-cost di altri Paesi.

Gli anni di grande spinta al prodotto audiovisivo hanno dato benefici ma alle piattaforme streaming soprattutto. Non è preoccupante tutto questo per l’industria cinematografica?

Se una sola produzione Usa come White Lotus spende 36 milioni di euro in Sicilia e suscita un’impressionante attrattività turistica internazionale nell’isola, è la dimostrazione che il cambiamento ha molti aspetti positivi. Il nostro sistema dovrà però crescere in questo quadro sempre più competitivo: attirare investimenti esteri, aggregare imprese italiane e europee, creare nuovi successi per i diversi pubblici. Quando 6 anni fa ho creato Videocittà certo non immaginavo che 4 film di youtubers italiani avrebbero primeggiato negli incassi, portando moltissimi ragazzi nelle sale. Per l’innovazione digitale oggi è molto sensibile il Mic ed è impegnato anche il Mimit.

Accordo sui doppiatori in Italia. Che segnale ci consegna?

L’accordo Anica-Sindacati era atteso da 15 anni, e indica la necessità di collaborare. Noi abbiamo una priorità, che corrisponde a un profondo interesse nazionale: continuare a far crescere una buona occupazione e a qualificare le figure professionali, perché le imprese possano rispondere alle nuove domande del mercato. Altrimenti, le produzioni andranno all’estero e l’occupazione, che continua a crescere, come dimostrano la ricerca di Cdp per Anica, si fermerà.

Che autunno sarà con lo sciopero a Hollywood?

Ci saranno senz’altro criticità, data la forza delle industrie Usa, che hanno in corso ulteriori trasformazioni. Noi cercheremo di chiudere a settembre un accordo italiano anche con attori e interpreti, oltre ai diversi contratti che stiamo negoziando con le altre parti sociali.

 

Per il cinema italiano si dice spesso di tanto prodotto, anche in virtù del tax credit, ma di qualità non in grado di attirare il pubblico in sala. Meccanismo da rivedere?

Per la Legge Franceschini i tempi per un tagliando sono maturi. Il Ministero guidato da Sangiuliano, con l’iniziativa del sottosegretario Borgonzoni, ha confermato le risorse e aperto un confronto trasparente. È un mercato dinamico; se penso all’introduzione del tax credit cinema, che feci da ministro nel 2008, e alle molte successive modifiche e ampliamenti, la lezione è chiara: occorre monitorare, migliorare costantemente l’efficacia delle regole, abbattere burocrazia e adempimenti, dare certezza di tempi. Per questo servirà l’ampliamento di dirigenti e competenze avviato dal Mic. Incertezza e tempi lunghi debbono essere i primi avversari.

 

 

 

Fonte: ANICA
Leggi ...