Nel panorama cinematografico contemporaneo, poche interpreti sono riuscite a imporsi con la stessa forza magnetica, audace e perturbante di Mia Goth. Dotata di una fisicità unica e di un’espressività fuori dal comune, l’attrice britannica ha saputo tracciare un percorso artistico radicale e coraggioso. Distante dai cliché di Hollywood, attraverso collaborazioni con registi visionari e interpretazioni destinate a rimanere impresse nella mente dello spettatore, ha ridefinito il concetto moderno di Scream Queen, trasformandosi da musa del cinema indipendente a icona globale e co-creatrice dei suoi stessi successi.

L’infanzia turbolenta e i primi passi nel mondo della moda
Mia Gipsy Mello de Silva Goth nasce il 25 ottobre 1993 nel Guy’s Hospital di Londra, dal padre di origini canadesi e dalla madre brasiliana. Fin dagli inizi, i rapporti tra i suoi genitori sono stati molto precari e così, a poche settimane di vita, si trasferisce in Brasile con la madre, allora appena ventenne, per ricevere supporto dalla famiglia materna nel crescere la piccola Mia. Il nonno materno è il celebre artista statunitense Lee Jeffe, la nonna invece è la nota attrice brasiliana, Maria Gladys.

Mia Goth trascorre così i suoi primi anni di vita in Brasile, per poi fare ritorno in Gran Bretagna quando aveva cinque anni. Segue poi un breve periodo durante il quale l’attrice e sua madre tentano di riconciliarsi col padre, provando a vivere tutti insieme in Canada, quando Mia aveva dieci anni. L’attrice descrive questo come un periodo molto difficile della sua vita, durante il quale è costretta a spostarsi frequentemente a causa dell’instabilità economica del padre, alla costante ricerca di un lavoro. Proprio per questo motivo, in un solo anno, Mia Goth cambia ben nove scuole:
“Penso che sia stato proprio così che ho iniziato a recitare. In alcune scuole non riuscivo a inserirmi e venivo bullizzata. Di conseguenza, cercavi di adattare il tuo carattere al gruppo, iniziando ad assumere modi di essere differenti. A un certo punto sono diventata una grandissima bugiarda, dato che sapevo che non sarei rimasta a lungo da nessuna parte. Dicevo che mio padre era un neurochirurgo o che mia madre faceva la chef”.
Nasce così la passione per la recitazione, non come semplice interesse ma come vero e proprio meccanismo di difesa e di sopravvivenza. Il clima di tensione e precarietà non giova purtroppo al tentativo di recuperare una stabilità nel rapporto col padre e così, profondamente segnate da quest’esperienza, Mia Goth e la madre fanno ritorno a Londra quando lei aveva dodici anni. È qui che cresce l’attrice che, negli anni successivi, frequenta la Sydenham School. Con la totale assenza della figura paterna, è la madre a farsi carico da sola di ogni aspetto della crescita della figlia, lavorando come cameriera per mantenerla:
“Sono stata cresciuta da una madre single che ha fatto la cameriera per tutta la mia infanzia. […] Avere un figlio è un’esperienza davvero psichedelica. Ti trovi a fare da genitore a lei, ma stai anche facendo da genitore alla versione di te stessa che esisteva a quell’età”.
L’infanzia di Mia Goth è costellata di difficoltà e sacrifici, essenziali per forgiare il carattere forte e determinato dell’attrice. La sua situazione però cambia ben presto quando, a soli quattordici anni, viene notata presso l’Underage Festival di Londra da una fotografa di moda, Gemma Booth: colpita dalla bellezza non convenzionale di Mia, le propone un contratto con l’agenzia Storm Model Management.

Ancora minorenne, Mia Goth viene lanciata come modella, riscuotendo in breve tempo un tale successo da diventare il volto delle campagne pubblicitarie di importanti case di moda come MiuMiu e Prada, nonché comparendo su diverse riviste del settore, tra cui Vogue, Vogue Italia, Glamour e Pirelli. Nel 2023 arriva anche il suo debutto in passerella, aprendo la sfilata di MiuMiu F/W 23.
Il debutto cinematografico di Mia Goth: Nymphomaniac
Affermatasi come giovanissima modella, Mia Goth debutta davanti la macchina da presa soltanto più tardi. A partire dall’età di diciotto anni, dopo aver concluso i suoi studi, inizia a prendere parte a diverse audizioni, per poi riuscire ad aggiudicarsi il suo primo ruolo in un titolo tutt’altro che scontato: il suo battesimo cinematografico, infatti, avviene con Nymphomaniac, film del 2013 diretto dal maestro Lars von Trier, con un cast d’eccezione che vede tra i suoi protagonisti Willem Dafoe e Charlotte Gainsbourg.
Il dramma erotico d’autore segue la storia emotiva e sessuale di Joe (Gainsbourg) e Mia Goth, che recita nel secondo volume, è chiamata ad interpretare P, una giovane ragazza protetta da Joe ma che finisce per diventarne la rivale. Fin da subito l’attrice riesce ad imporsi per la sua naturale capacità di apparire contemporaneamente innocente, provocante e profondamente inquieta, bucando letteralmente lo schermo con la sua forte presenza scenica e riuscendo a reggere perfettamente il confronto con gli altri mostri sacri presenti sul set, nonostante lei fosse alla sua prima esperienza.

Mia Goth sapeva che per il provino avrebbe dovuto recitare svestita e, per rompere il ghiaccio, si è messa a ballare nuda per la stanza, aiutata sicuramente in quel momento da un velo di ingenuità che però è stato fondamentale per lanciare la sua carriera. Nymphomaniac, infatti, ha effettivamente segnato uno standard molto alto per i suoi lavori successivi, spingendola a selezionare pellicole coraggiose che esplorano la psicologia dei personaggi, evitando film dalle trame più commerciali.
Il set di Nymphomaniac ha avuto un impatto importante non soltanto sulla sua carriera ma anche sulla sua vita privata e sentimentale, è infatti qui che incontra Shia LaBeouf, attore col quale avrà negli anni successivi una tormentata storia d’amore. Nonostante Mia Goth abbia sempre tentato di tutelare la sua privacy e addirittura non possiede account social, la sua vita sentimentale è stata fin da subito sotto i riflettori. L’attrice, in questo periodo, compare anche nel videoclip musicale di Haunted Love, diretto dal suo compagno, oltre che in alcuni episodi della serie televisiva The Tunnel.

Nel 2015 ottiene il suo primo ruolo importante in The Survivalist, diretto da Stephen Fingleton. In un futuro in cui la popolazione mondiale è crollata a causa della fine delle risorse petrolifere, un uomo vive isolato in una capanna nella foresta, coltivando un piccolo appezzamento per sopravvivere. La sua routine viene sconvolta dall’arrivo di due donne: una madre e sua figlia Milja, interpretata da Mia Goth, in cerca di cibo e rifugio. Un thriller sci-fi post apocalittico crudo ed essenziale, fatto di pochi dialoghi, dove Mia offre un’interpretazione straordinaria basata interamente sugli sguardi e sulla fisicità, riuscendo a trasmettere la vulnerabilità di una vittima ed al contempo la determinazione di una manipolatrice disposta a tutto per sopravvivere.

Nello stesso anno è anche in Everest, diretto da Baltasar Kormákur, la prima grande produzione hollywoodiana a cui prende parte l’attrice, accanto a grandi attori comi Josh Brolin, Jake Gyllenhaal, Keira Knightley ed Emily Watson. Il film ricostruisce la tragica spedizione sull’Everest del 1996, in cui diverse persone persero la vita a causa di una violenta tempesta. Mia Goth, in questo caso, interpreta un personaggio secondario ma, nonostante il breve minutaggio sullo schermo, l’attrice riesce a dargli spessore ed importanza grazie alla sua incredibile espressività naturale:
“È una storia così tragica e vera, e questo porta con sé una grandissima responsabilità. Non stai solo interpretando un personaggio nato dall’immaginazione di uno sceneggiatore, stai interpretando qualcuno che ha vissuto davvero tutto questo, che ha sofferto, e vuoi essere il più onesta e rispettosa possibile nei confronti della sua esperienza”.
L’anno successivo, nel 2016, Mia Goth prende parte ad un episodio della serie Il commissario Wallander, oltre ad interpretare un ruolo di rilievo ne La cura del Benessere (A Cure for Wellness) di Gore Verbinski. Il film segue la storia di un ambizioso broker di Wall Street, Lockhart (Dane DeHaan), che viene mandato in un misterioso ed elitario centro benessere sulle Alpi svizzere per recuperare il CEO della sua azienda. Una volta lì, scoprirà che i trattamenti miracolosi della spa nascondono segreti terrificanti.

Mia Goth interpreta Hannah, una ragazza misteriosa, eterea e fragile che, cresciuta in totale isolamento, conserva un’ingenuità fanciullesca perfettamente incarnata dal volto dell’attrice, che qui si atteggia ad una presenza quasi spettrale. Per prepararsi al ruolo, Mia ha fatto volontariato presso una casa di cura, per comprendere al meglio lo stato d’animo del suo personaggio:
“Ho intravisto un sacco di paralleli tra la vita di Hannah e la mia. È una vera storia di formazione. È costretta a fare quel salto che va dall’infanzia all’essere donna. Quando l’ho girato avevo 21 anni, e quel passaggio era qualcosa a cui mi sentivo molto legata, perché fare quel passo e appropriarsi di chi si è come donna può essere davvero travolgente a volte”.
Seppur il film non è considerato riuscitissimo ed è stato abbastanza divisivo, la critica è unanime rispetto all’interpretazione di Mia Goth, sempre magnetica ed in grado di incarnare la purezza corrotta dal male.
Nello stesso anno Mia e Shia LaBeouf si sposano a Las Vegas, dove la cerimonia è stata celebrata da un imitatore di Elvis. Nonostante sia stato dichiarato che si trattava di un finto matrimonio, i due si sono poi sposati realmente, come affermato dall’attore in un’intervista presso il The Ellen Degeneres Show. La loro unione ha però vita breve, infatti, dopo anni abbastanza turbolenti, i due divorziano nel settembre del 2018.

Dopo Marrowbone (2017, di Sergio G. Sánchez), nello stesso 2018 Mia Goth interpreta un ruolo secondario in Suspiria, reinterpretazione dell’omonimo film di Dario Argento, questa volta diretto da Luca Guadagnino.
Una giovane ballerina americana arriva a Berlino per un’audizione di danza. Ben presto, la ragazza viene a conoscenza di un terribile segreto che le direttrici della compagnia tentano di nascondere. Mia interpreta Sara, una ballerina ricca, talentuosa e carismatica che stringe subito una forte amicizia con la nuova arrivata Susie Bannion (Dakota Johnson). In una prova d’attrice dolorosa e memorabile, dove la danza fa da protagonista indiscussa, Mia Goth viene qui consacrata nel genere che più segnerà la sua carriera, l’horror.

La preparazione al ruolo ha richiesto una dedizione totale: Mia non aveva alcuna formazione nella danza classica o contemporanea. Per integrarsi con il resto del cast (composto in gran parte da vere ballerine professioniste), si è sottoposta a sessioni di allenamento massacranti, provando per ore e ore, sei o sette giorni su sette.
“Era davvero importante per me integrarmi con quelle ragazze e con quel mondo. Sentivo che più riuscivo letteralmente a mettermi nei loro panni, più il mio lavoro alla fine sarebbe stato onesto. È stata in assoluto la cosa più intensa a cui abbia mai sottoposto il mio corpo”.
Luca Guadagnino ha dichiarato di aver scelto l’attrice per la sua fisicità, che gli ricordava le grandi icone degli anni ’70 come Shelley Duvall (importante punto di riferimento per la stessa Mia) e Twiggy. Il regista la spingeva costantemente al limite per tirare fuori la complessità del suo personaggio:
“Mi ha spinto probabilmente più di qualsiasi altro regista con cui abbia mai lavorato. A volte è stato frustrante, ma ne è valsa la pena”.
Ancora nel 2018 è in High Life, sci-fi di Claire Denis con Robert Pattinson e Juliette Binoche. Un gruppo di detenuti condannati a morte o all’ergastolo viene spedito nello spazio profondo a bordo di una navicella, diretti verso un buco nero. Ufficialmente la missione serve a trovare fonti di energia alternativa, ma in realtà i prigionieri vengono usati come cavie umane dalla scienziata di bordo, la dottoressa Dibs (Juliette Binoche), ossessionata da inquietanti esperimenti di riproduzione forzata. Mia Goth è uno dei membri dell’equipaggio, ribelle e che rifiuta categoricamente di sottomettersi alle regole, portando sullo schermo un’interpretazione molto fisica e violenta.
Nel 2020 Mia Goth è in Emma., film in costume diretto da Autumn de Wilde e con protagonista Anya Taylor-Joy. Si tratta di un notevole cambiamento per Mia che, abituata al ai drammi psicologici cupi ed orrorifici, ora è invece in una commedia romantica, nei panni di una ragazza dolce e ingenua, dimostrando così al grande pubblico di essere un’attrice molto versatile.
La trilogia X: l’ascesa di una nuova Scream Queen
Dopo Mayday (2021, di Karen Cinorre), arriva la vera svolta per l’ascendente carriera di Mia Goth, la collaborazione che la consacra definitivamente come la nuova scream queen dei nostri tempi: la trilogia X di Ti West. Il primo film, X: a Sexy Horror Story, segue la storia di un gruppo di aspiranti star del cinema degli anni ’70.
Impegnati in una produzione pornografica amatoriale nel tentativo di acquisire notorietà e slanciare la propria carriera nello star system, la troupe affitta una dependance in una fattoria isolata del Texas, per svolgere le riprese del film. I proprietari della tenuta sono due anziani che, all’apparenza solo eccentrici, scateneranno poi una furia omicida contro i ragazzi. Il film non è solo un omaggio agli slasher degli anni ’70, ma un’intelligente riflessione sulla giovinezza, la vecchiaia e il desiderio.

È qui che Mia Goth ci fa dono non di una, ma di ben due straordinarie performance: è infatti non solo la giovane protagonista Maxine, ma anche l’anziana Pearl, in un gioco di sovrapposizioni tra le due figure che finiscono per fondersi e identificarsi. Se Maxine, infatti, incarna le aspirazioni ed i sogni giovanili nel fiore della sua bellezza e dei suoi anni, Pearl è lo specchio di una donna vissuta, che ha dovuto rinunciare presto alle sue ambizioni artistiche, consumata dallo sfiorire del suo corpo.
“Ho sempre visto Maxine e Pearl come la stessa donna, solo in fasi diverse della loro vita. Pearl è un ammonimento per Maxine; mostra cosa succede quando reprimi i tuoi desideri. Non ho mai visto Pearl come un mostro cinematografico bidimensionale. Ho sempre cercato di connettermi con il suo dolore, la sua solitudine e il suo disperato bisogno di essere vista”.

Seppur l’idea del doppio ruolo nasce da esigenze di budget, in realtà si è trattata di una scelta estremamente potente dal punto di vista concettuale. Le scene in cui le due interagiscono sono state girate due volte, per permettere a Mia di sottoporsi ad ore di trucco e dar vita ad entrambe:
“Erano ben 10 ore sulla sedia del trucco, e poi andavo a fare una giornata di 12 ore sul set. La truccatrice, Sarah Rubano, che è stata incredibile, continuava a ritoccarmi il trucco e ad assicurarsi che le mie lenti a contatto fossero a posto e cose di questo genere”.

Non appena sono state terminate le riprese di X, sono immediatamente iniziati i lavori per il film successivo, il prequel Pearl, dove per la prima volta Mia Goth si dedica anche alla scrittura della stessa sceneggiatura, tanta era la dedizione e l’immedesimazione nel ruolo interpretato. Pearl, infatti, è incentrato sulla gioventù della protagonista (anziana in X), raccontando l’escalation di eventi drammatici che hanno costellato la sua vita e che l’hanno resa la persona frustrata e inquieta che abbiamo conosciuto in precedenza. Mia Goth ci fa dono di un’interpretazione straziante, terrificante ed iconica, in grado di reggere da sola un intero film che, secondo il grande Martin Scorsese, è uno dei titoli più spaventosi di sempre:
“I film di Ti West hanno un’energia che oggi è molto rara, alimentata da un amore puro e non diluito per il cinema. […] Sono rimasto affascinato, poi disturbato, poi così turbato che ho fatto fatica a prendere sonno. Ma non riuscivo a smettere di guardare. Mia Goth è straordinaria”.
Con la sua performance viscerale ed umana, capace di descrivere la fragilità psicologica e la disperazione della protagonista, Mia Goth si afferma come un talento drammatico di primissimo livello, riuscendo ad aggiudicarsi diversi riconoscimenti presso festival cinematografici dedicati al cinema indipendente.

Oltre che per la sua carriera, il 2022 segna una svolta importante anche per la sua vita personale. Mia Goth e Shia LaBeouf tornano infatti a frequentarsi e insieme hanno una figlia, Isabel. I due si lasciano poi definitivamente nel 2025.
Nel 2023 è poi la volta di Piscina infinita (Infinity Pool) di Brandon Cronenberg, con Alexander Skarsgård. James Foster (Skarsgård) è uno scrittore in crisi che sta trascorrendo una vacanza con la ricca moglie nell’immaginario e isolatissimo paese di Li Tolqa, all’interno di un resort di lusso blindato. L’incontro con una misteriosa coppia di turisti guidata da Gabi (Mia Goth) lo trascina fuori dai confini sicuri del resort.

Dopo un tragico incidente d’auto in cui uccide un abitante locale, James scopre la folle e perversa giustizia del posto: la pena di morte è obbligatoria, a meno che tu non sia abbastanza ricco da pagarti una clonazione d’urgenza, per poi assistere di persona all’esecuzione del tuo stesso clone. Il film è una satira spietata e allucinata sul turismo coloniale, sul privilegio dei super-ricchi e sulla perdita totale di moralità e identità quando non esistono più conseguenze per le proprie azioni.
“Quando ho letto la sceneggiatura, ho capito subito che Gabi era una forza della natura. È un personaggio privo di qualsiasi inibizione, che vive totalmente nel momento e per il proprio piacere personale. Per un’attrice è un ruolo incredibilmente liberatorio da interpretare, perché non ci sono regole da seguire o limiti da rispettare. Ti permette di esplorare gli angoli più oscuri e folli della natura umana”.
Brandon Cronenberg ha lodato pubblicamente Mia Goth, definendola un’attrice unica nel panorama contemporaneo per la sua audacia e la sua totale mancanza di paura di fronte a copioni estremi.
Nel 2024 torna nei panni di Maxine per Ti West in MaXXXine, l’attesissimo capitolo finale della trilogia X. Maxine è riuscita a fuggire dal mondo del cinema per adulti e si trova a un passo dal realizzare il suo grande sogno: ha ottenuto il ruolo di protagonista in un prestigioso film horror hollywoodiano intitolato Puritan II. Tuttavia, proprio mentre la sua stella sta per brillare, un misterioso assassino inizia a perseguitare e uccidere le persone intorno a lei, minacciando di svelare il suo oscuro passato texano.
Descritta da alcuni come sublime, il film in realtà ha riscontrato meno consensi rispetto ai capitoli precedenti e non sono mancate delle critiche più aspre, ad esempio Roger Ebert ha dichiarato:
“Rimane una presenza sullo schermo unica nel suo genere, ma non può fare miracoli con un personaggio che diventa via via meno interessante man mano che si ritrova trascinata sempre più a fondo nel pericolo”.

Il set di MaXXXine è noto anche per un fatto che ha suscitato un certo scalpore: sembra infatti che durante le riprese un attore che lavorava come comparsa (James Hunter) abbia intentato una causa legale contro Mia Goth, accusando l’attrice di aggressione e maltrattamenti sul set. Hunter interpretava un cadavere steso a terra e Mia, in una scena, doveva corrergli accanto e scalvarlo. Tuttavia, l’attore ha dichiarato di essere stato colpito e, dopo averlo comunicato alla troupe, la scena si è ripetuta, ricevendo un colpo alla testa con i pesanti stivali indossati dall’attrice.
L’attore ha dichiarato che il colpo gli ha causato una commozione cerebrale e che il giorno successivo, a causa delle sue lamentele per l’accaduto, è stato licenziato ingiustamente dalla produzione. Non sappiamo se quanto affermato sia accaduto realmente ma la causa si è avviata verso le consuete procedure legali e di mediazione tra le parti dietro le quinte, senza che la controversia intralciasse il successo o la promozione del film, anche se ha gettato un’ombra sulla figura di Mia Goth, di cui si sa ben poco data la sua estrema riservatezza.
Frankenstein e progetti futuri
L’ultimo ruolo, ad oggi, in cui abbiamo potuto ammirare la splendida e talentuosa attrice è nell’acclamato Frankenstein (2025) di Guillermo del Toro. Il film targato Netflix è intriso dalle atmosfere gotiche che contraddistinguono il racconto e la stessa filmografia del regista, dove ogni dettaglio, dalla scenografia ai costumi, non è lasciato al caso. L’attrice dal volto etereo e delicato interpreta Elizabeth, donna che più di tutti nella pellicola riesce a cogliere la vulnerabilità e la dolcezza della creatura, diventando una figura chiave per lo sviluppo dei personaggi che la circondano. L’attrice è stata fortemente voluta da del Toro:
“Mia Goth è una delle attrici più interessanti e audaci della sua generazione. Ha una presenza scenica che definirei magnetica e quasi d’altri tempi. È perfetta per il mondo di Frankenstein perché possiede quella rarissima capacità di ritrarre la purezza e l’oscurità nello stesso identico momento. Lavorare con lei significa esplorare territori emotivi complessi”.
Regina indiscussa dell’horror indipendente, Mia Goth diventa così una vera e propria musa del cinema gotico mondiale. La stessa attrice è consapevole di dare il meglio di sé in questo genere cinematografico:
“Ho una voce così naturalmente acuta. Trovo che sia molto bello essere in grado di liberarsi in questo modo”.
Tra i suoi modelli di riferimento l’attrice ha menzionato più volte nomi come Shelley Duvall, Mia Farrow e Sissy Spacek, fondamentali per la sua formazione. Allo stesso tempo, però, Mia ha espresso il desiderio di non volersi incasellare in unico genere e, anzi, il suo obiettivo è provare tutto, come del resto è accaduto in precedenza, dando prova della sua estrema versatilità. Da notare, infatti, come i prossimi progetti a cui prenderà parte non sono horror: prossimamente vedremo l’attrice nel colossal di Christopher Nolan, Odissea, ma è stata annunciata la sua presenza anche nel cast di Star Wars: Starfighter e di Fonda.

La parabola artistica di Mia Goth è la dimostrazione di come si possa dominare l’industria cinematografica odierna senza mai scendere a compromessi con la banalità. Attraverso un caleidoscopio di personaggi complessi, frammentati e spesso respingenti, l’attrice ha scardinato i vecchi stereotipi legati alle protagoniste del cinema horror. Mia Goth infonde in ogni personaggio una verità psicologica e uno sforzo fisico impressionanti, portando sempre sullo schermo una presenza scenica magnetica che la critica non ha mai smesso di lodare. Il passaggio definitivo verso produzioni ad altissimo budget non fa che sancire lo status di un’attrice totale, ormai pronta a lasciare un’impronta indelebile nella storia del cinema gotico e d’autore.