Con Supergirl, in arrivo al cinema dal prossimo 25 giugno, esploreremo uno dei nodi narrativi più affascinanti della mitologia fumettistica: il rapporto di sangue e ideali tra la protagonista e suo cugino Superman. Il film con Milly Alcock nei panni di Kara Zor-El è il secondo lungometraggio del DCU di James Gunn, scritto dalla sceneggiatrice e drammaturga Ana Nogueira e diretto da Craig Gillespie, regista noto per altri film con protagonisti femminili, come Tonya con Margot Robbie e Crudelia con Emma Stone.
Questo progetto rielabora radicalmente il rapporto tra i due storici sopravvissuti di Krypton, un legame profondo e conflittuale che si evidenzia nella recente clip promozionale diffusa su YouTube. Scopri come essere SUPER. Supergirl, dal 25 giugno al cinema mostra un netto cambio di rotta rispetto all’iconografia classica a cui il pubblico è abituato:
Supergirl fuori dall’ombra di Superman
Nelle pagine dei fumetti DC Comics, il rapporto tra Kara Zor-El e Kal-El (Clark Kent) ha attraversato diverse ere editoriali, il cui punto fermo era la differenza generazionale e psicologica dovuta alla distruzione del loro pianeta natale. Nella continuity classica Supergirl è inviata sulla Terra con il compito originario di proteggere il cugino neonato; ma, a causa di una stasi temporale nel viaggio spaziale, arriva quando Clark è già adulto e riconosciuto come protettore del mondo.

Nei fumetti tradizionali, Superman ricopre spesso un ruolo paterno o di mentore nei confronti di Kara. Questo genera nella ragazza un costante senso di inadeguatezza e il bisogno di dimostrare il proprio valore al di fuori dell’ombra del cugino. A differenza di Clark, cresciuto sereno a Smallville tra gli umani, Supergirl ha vissuto in prima persona la fine del suo popolo e del suo pianeta. Questo dettaglio le conferisce una rabbia e un senso di perdita che il cugino non potrà mai comprendere pienamente.
La svolta introdotta dal nuovo lungometraggio cinematografico ridefinisce i presupposti di questa dinamica familiare. La sceneggiatura firmata da Ana Nogueira si discosta dall’immagine di una spalla adolescente per presentare una guerriera determinata, disillusa e forgiata da anni di viaggi nello spazio siderale.

Come evidenziato nei dialoghi dei trailer e ripreso dal materiale promozionale, la divergenza filosofica tra i due kryptoniani diventa il motore della crescita di Kara: “Mio cugino e io abbiamo idee molto diverse su cosa vuol dire essere un eroe. Lui vede il bene in tutti e io vedo la verità”. Da una parte Superman incarna l’ottimismo idealista, l’altruismo e la fiducia incrollabile nell’umanità, dall’altra Supergirl si scontra con il lato più spietato e crudo del cosmo, decidendo di non apporre filtri di finta benevolenza di fronte alle ingiustizie dei briganti interstellari.
L’ultimo filmato diffuso sul canale ufficiale Warner Bros. Italia si focalizza proprio sulla costruzione visiva di questa identità. Nella clip Clark sottolinea con ironia e un pizzico di sarcasmo le aspettative estetiche e comportamentali legate al lignaggio eroico per la protagonista: “Lo so che è un po’ colorata, ma così tutti sanno che siamo buoni”. Subito dopo Supergirl si lancia in un’azione ravvicinata che mostra fisicità brutale e priva delle finezze diplomatiche del cugino.

Il video sintetizza perfettamente il concetto centrale del film: per essere “Super” non basta ereditare un mantello o dei poteri straordinari, ma occorre trovare la propria specifica collocazione in un universo ostile. Supergirl rifiuta di farsi imporre lo standard morale ed estetico stabilito da Clark, preferendo tracciare un percorso autonomo fatto di alleanze insolite e decisioni drastiche per difendere la galassia.
Supergirl promette di portare gli spettatori ben oltre i confini di Metropolis, catapultandoli in un viaggio spaziale in cui la ragazza d’acciaio dovrà contare solo sulle proprie forze e sulla fedeltà di pochi alleati. La pellicola vanta un cast internazionale che include Matthias Schoenaerts nel ruolo dell’antagonista principale, Eve Ridley, David Krumholtz, Emily Beecham e la partecipazione di Jason Momoa come Lobo.
E chissà se col tempo la saga di James Gunn arriverà a narrarci un’evoluzione di Supergirl tale da ricordare l’iconica dipartita avvenuta sulle pagine di Crisi sulle Terre infinite (1985): la Ragazza d’Acciaio si sacrifica eroicamente in battaglia contro l’Anti-Monitor per salvare suo cugino Superman; la sua morte rappresentò uno spartiacque nella storia della DC, uno dei momenti più tragici dell’universo fumettistico.

Per ora, l’appuntamento con questa nuova interpretazione dell’eroismo kryptoniano è fissato per il 25 giugno 2026 in tutti i cinema italiani, con prevendite già aperte nei principali circuiti nazionali.