Da luglio 2024 sappiamo che il Dottor Destino sarà il villain di Avengers: Doomsday e avrà il volto di Robert Downey Jr., tornato nel Marvel Cinematic Universe dopo l’iconico ruolo di Tony Stark/Iron Man. In attesa di nuove informazioni ufficiali (e magari del fantomatico trailer) dell’attesissimo film dei fratelli Russo, lasciamo ora le possibili teorie su ciò che vedremo per approfondire la figura Victor Von Doom dal mondo dei fumetti.

Dietro la sua maschera di ferro, troviamo uno dei cattivi più iconici della Casa delle Idee, un personaggio caratterizzato da una complessità shakespeariana, guidato da un forte codice d’onore e da un’arroganza impareggiabile. Creato nel 1962 dal leggendario duo Marvel composto da Stan Lee e Jack Kirby, il sovrano di Latveria rappresenta innanzitutto l’unione tra due aspetti cardine anche per il MCU, scienza e alta stregoneria: il Dottor Destino è l’unico essere umano a padroneggiare entrambe le discipline ai massimi livelli planetari.
La sua mente scientifica rivaleggia direttamente con quella di Reed Richards (Mr. Fantastic), consentendogli di creare armature cibernetiche all’avanguardia, macchine del tempo (la prima nei fumetti Marvel) e i celebri “Doombot“, repliche robotiche perfette di se stesso in grado di ingannare persino i supereroi più acuti. Allo stesso tempo il Dottor Destino è un mago potentissimo ed esperto delle arti oscure e, dopo aver studiato un attento piano, è diventato lo Stregone Supremo al termine della saga fumettistica Blood Hunt, soffiando il titolo al Dottor Strange.

Dottor Destino e il legame indissolubile con i Fantastici 4
Sebbene il nuovo film degli Avengers lo vedrà contrapposto a un intero pantheon di eroi, le radici dell’odio del Dottor Destino affondano nella rivalità accademica con Reed Richards. Durante gli anni dell’università, Victor costruì una macchina per comunicare con l’aldilà nel tentativo di salvare l’anima di sua madre, prigioniera del demone Mefisto. Richards notò un errore di calcolo nei progetti, ma Von Doom, accecato dall’orgoglio, ignorò l’avvertimento; attivò il macchinario ed esso gli esplose in pieno volto, lasciandogli una minuscola cicatrice.
Per un esteta ossessivo come lui, quel piccolo difetto rappresentò la rovina della sua perfezione; si vide costretto a forgiare la sua maschera di ferro, applicandola sul viso ancora incandescente e sfigurandosi definitivamente. Da allora, incolpa Richards del suo fallimento, ma non conosciamo ancora nel Marvel Cinematic Universe come sia andata la storia realmente.

In Fantastic Four: First Steps abbiamo solo intravisto il ruolo politico del Dottor Destino: non si tratta di un semplice criminale che si nasconde in un covo segreto, ma è il monarca assoluto di Latveria, una fittizia nazione dell’Est Europa che ha strappato alla tirannia grazie alla sua forza e alla sua tecnologia. Sotto la sua guida, Latveria è diventata una superpotenza utopica: non esistono povertà, criminalità o malattie, ma in cambio i cittadini devono giurargli totale obbedienza.
Questa posizione gli garantisce l’immunità diplomatica globale. Gli Avengers non possono semplicemente fare irruzione nel suo castello per arrestarlo, poiché un’azione simile scatenerebbe una crisi geopolitica mondiale. Il Dottor Destino gioca costantemente su questo tavolo scacchistico, presentandosi al mondo non come un conquistatore spietato, ma come un leader illuminato che crede sinceramente che l’unico modo per salvare l’umanità dall’autodistruzione sia quello di governarla sotto il suo pugno di ferro.

Infine, la storyline editoriale che più di tutte guiderà la narrazione dei prossimi film è senza dubbio Secret Wars (in particolare la versione del 2015 scritta da Jonathan Hickman). Di fronte al collasso totale del Multiverso causato dalle incursioni tra universi paralleli, mentre gli eroi falliscono nei loro tentativi di salvezza, Dottor Destino riesce nell’impossibile: ottiene il potere di divinità cosmiche e unisce i frammenti delle realtà rimaste in un unico mondo-patchwork chiamato Battleworld, proclamandosi Dio Imperatore.
In quel contesto, il Dottor Destino non agisce per pura malvagità, ma per necessità: senza il suo intervento brutale, l’intera esistenza sarebbe svanita nel nulla. Questo aspetto della sua psicologia sarà cruciale per l’interpretazione cinematografica: Robert Downey Jr. non interpreterà un cattivo bidimensionale che vuole distruggere il mondo, ma un uomo convinto che il fine giustifichi sempre i mezzi e che la salvezza dell’universo richieda un prezzo che solo lui ha il coraggio e la forza di pagare.