Margaret Qualley, ritratto di un’attrice

Nel panorama cinematografico contemporaneo, poche interpreti sono riuscite a imporsi con la rapidità e l’incisività di Margaret Qualley. Passando dalla danza classica al mondo della moda, l’attrice ha progressivamente trasferito la sua straordinaria disciplina fisica e la sua sensibilità drammatica sul grande e piccolo schermo. Lontana dagli stereotipi della diva tradizionale, ha costruito una carriera eclettica e rigorosa, oscillando con disinvoltura tra produzioni indipendenti d’autore e grandi titoli commerciali.

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Margaret Qualley, tra la danza classica e la moda

Sarah Margaret Qualley nasce a Kalispell, in Montana, il 23 ottobre 1994. Figlia d’arte, i suoi genitori sono l’attrice e modella Andie MacDowell e l’ex modello, costruttore ed allevatore Paul Qualley. Margaret è la più piccola di casa Qualley, con due fratelli maggiori, Justin e la sorella Rainey, quest’ultima anche attrice ma soprattutto cantante, con cui Margaret è profondamente legata.

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Margaret Qualley trascorre la sua prima infanzia in un ranch di 3000 acri a Missoula, nel Montana, per poi trasferirsi ad Asheville, nella Carolina del Nord, all’età di quattro anni. I suoi genitori si separano quando lei aveva solo cinque anni ma, per non causare ulteriori problemi ai figli, decidono di vivere vicini tra loro, a circa cinque chilometri l’uno dall’altra, così che i bambini potessero trascorrere abbastanza tempo con entrambi i genitori.

Il padre, cimentatosi nel settore edile, costruisce inoltre una casa proprio dietro la scuola di Margaret, così da poterla andare a prendere ogni giorno per pranzare insieme. Qualley descrive gli stili di vita dei genitori come completamente opposti: in particolare, presso la casa paterna, non c’erano internet, televisore, computer e nemmeno il microonde! In generale, l’attrice ha dichiarato di aver trascorso gran parte della sua infanzia senza guardare la TV, il che sembra quasi un paradosso considerando la carriera successivamente perseguita dalla ragazza.

Margaret va via di casa giovanissima: a soli quattordici anni, infatti, entra nella University of North Carolina School of the Arts per studiare danza classica, riuscendo ad ottenere un prestigioso apprendistato per l’American Ballet Theater, per poi studiare anche presso la New York Professional Children School.

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L’attrice descrive il suo rapporto con la danza come conflittuale: se da un lato si è trattata di un’esperienza liberatoria, che le ha dato la possibilità di emanciparsi molto presto dal suo nido familiare, dall’altro lato le conseguenze sono state particolarmente distruttive, portandola a soffrire ben presto di disturbi alimentari. Margaret Qualley racconta, infatti, come già dalle prime settimane del corso ogni ballerino dovesse essere seguito da dei nutrizionisti, venivano inoltre costantemente sottoposti a dei controlli riguardo al loro peso e, se questo non fosse stato conferme ai loro standard, si rischiava di essere espulsi dalla scuola.

Quando, a sedici anni, le viene offerto un ulteriore apprendistato presso il North Carolina Dance Theater, Margaret Qualley decide di lasciare definitivamente il mondo della danza classica. Pur di rimanere a New York, però, decide di iniziare a lavorare come modella, ed è proprio l’agenzia a cui si rivolge che la invita ad abbreviare il nome con cui poi è diventata nota al pubblico. Margaret, in occasione di alcune interviste, ha dichiarato quanto la sua condizione così particolare l’avesse portata a vivere una situazione di isolamento rispetto ai suoi coetanei: a sedici anni frequentava il liceo e, anziché tornare a casa dai genitori come i suoi compagni di scuola, lavorava e viveva da sola a Manhattan, crescendo e responsabilizzandosi precocemente.

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Nel 2011 debutta come modella alla New York Fashion Week, sfilando per Alberta Ferretti. È poi alla Fahion Week parigina l’anno seguente per Valentino e Chanel. Lavora anche come fotomodella per diverse riviste come Teen Vogue, Elle, Vanity Fair, oltre che essere il volto di diverse pubblicità e ambasciatrice ufficiale di Chanel. Tuttavia, come la danza, anche l’industria della moda non fa che accentuare i disturbi alimentari di cui già soffriva la giovane Qualley.

Forse anche per questa ragione Margaret decide, nell’estate del 2013, di iscriversi ad un programma estivo di recitazione presso la Royale Academy of Dramatic Arts di Londra, seguendo così le orme della madre. La allora aspirante attrice ha raccontato di quanto questa scelta sia stata una vera e propria rivelazione e soprattutto liberazione rispetto alla stretta disciplina imposta dalla danza:

Gli errori sono belli. È un modo molto diverso di raccontare le storie ed è liberatorio”.

Nonostante anche Hollywood impone da sempre pressioni irrealistiche sui corpi, in particolare quelli femminili, Margaret confessa di aver imparato a concentrarsi di più su tutte le opportunità di apprendere cose nuove, piuttosto che controllare costantemente il proprio peso e conformarsi ai severi standard estetici imposti dall’industria.

Il debutto sul grande e piccolo schermo

Nel 2013 si iscrive presso la New York University ma lascia gli studi dopo un solo semestre a causa degli impegni lavorativi. È infatti nello stesso periodo che arrivano le prime opportunità di lavorare sul piccolo e grande schermo. Il debutto cinematografico di Margaret Qualley è segnato da un piccolo ruolo in Palo Alto, film indipendente diretto da Gia Coppola, sul cui set Margaret si ritrova casualmente. Qualley ottiene la parte, infatti, perché era andata a far visita al suo ragazzo di allora, Nat Wolff, in un momento in cui la regista aveva effettivamente bisogno di una comparsa.

Nello stesso anno Margaret Qualley debutta anche sul piccolo schermo nella serie The Leftovers, produzione targata HBO che ha rappresentato una vera e propria svolta professionale per l’esordiente attrice. È proprio grazie a questo ruolo, infatti, che Margaret inizia a guadagnare una maggiore autonomia dall’ombra della più celebre madre, riuscendo pian piano a trovare il suo spazio nell’industria dell’intrattenimento statunitense. Il set di The Leftovers, di cui Qualley fa parte fino al 2017, è stato una vera e propria scuola per l’attrice, che ha avuto la possibilità di confrontarsi con grandi nomi come Justin Theroux, Amy Brenneman e Carrie Coon.

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Nonostante il successo riscosso, l’attrice ha però sempre mantenuto uno stile di vita molto semplice, lontana dai fasti hollywoodiani. In quel periodo vive, infatti, nella stanza degli ospiti della casa della sorella e conduce una vita da lei descritta come molto casalinga e tranquilla, non è amante delle uscite e preferisce trascorrere il tempo a guardare film e ad accudire il suo cagnolino Books.

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Terminate le riprese della serie, Margaret Qualley torna sul grande schermo nel 2016 per un piccolo ruolo in The Nice Guys, diretto da Shane Black e con protagonisti Russell Crowe e Ryan Gosling. Seppur il suo personaggio ha pochi minuti sullo schermo, si è trattata di un’esperienza particolarmente positiva in quanto ha dato la possibilità all’attrice di dar prova della sua versatilità, riuscendo a passare dalla drammaticità della serie The Leftovers ai tempi comici stringenti di un grande film di Hollywood.

Nello stesso anno recita anche ne La scomparsa di Sidney Hall (The Vanishing of Sidney Hall) diretto da Shawn Christensen ed interpretato da Logan Lerman ed Elle Fanning. Il film è un dramma misterioso che racconta la vita di un giovane scrittore di successo che improvvisamente scompare nel nulla senza lasciare tracce. Sempre nel 2016 è sul set de La scelta (Novitiate), diretto da Maggie Betts.

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Il suo volto diventa particolarmente noto nel 2016 grazie alla pubblicità del profumo Kenzo World, diretta da Spike Jonze e coreografata da Ryan Heffington. La pubblicità in questione è diventata un vero e proprio fenomeno virale, riscrivendo le logiche delle pubblicità di questo tipo di prodotti, in genere molto più serie ed eleganti. L’audizione presso la casa del regista è stata un’esperienza molto singolare, come raccontato in alcune interviste dall’attrice, in quanto era richiesta una particolare espressività fisica:

“Mi urlava istruzioni del tipo: ‘Ora sei un vampiro!’, ‘Ora hai perso il controllo del braccio e sta cercando di afferrarti!’, ‘Ora stai uccidendo dei draghi!’. Intanto mi filmava con il telefono mentre saltavo sul suo tavolino da caffè e strisciavo sul pavimento. Quando me ne sono andata, fradicia di sudore, ho detto ai miei agenti: o pensa che io sia la ragazza più pazza del mondo, oppure andrà bene”.

Ed infatti è andata benissimo: per Margaret Qualley è stata l’occasione perfetta per fondere il suo trascorso da ballerina con il suo talento recitativo, permettendole di esprimere una fisicità grezza, ironica e liberatoria che ha conquistato internet. Tra l’altro, parte della coreografia finale è ampiamente improvvisata dalla stessa attrice!

Nel 2017 arriva uno dei primi ruoli da co-protagonista di Margaret Qualley in Death Note, film live-action targato Netflix e tratto dall’omonimo manga. Margaret interpreta Mia, una versione rivisitata della Misa Amane giapponese, qui meno ingenua ed anzi, molto più ambigua e pericolosa. Si è trattato di un progetto nuovo per l’attrice, per la prima volta in un titolo fantasy-thriller, dove ha potuto recitare accanto al suo reale fidanzato del periodo, Nat Wolff (protagonista del film). Il titolo ha ricevuto tuttavia un’accoglienza molto tiepida, soprattutto considerando la vasta fanbase del manga e la scarsa fedeltà del film rispetto alla storia originale. Nonostante ciò, la critica è stata unanime nell’apprezzare il lavoro di Margaret Qualley sul suo personaggio.

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Nello stesso periodo è in Donnybrook-Il combattente, di Tim Sutton, dove l’attrice veste un ruolo particolarmente intenso e drammatico, dimostrando nuovamente il suo talento al grande pubblico.

Maid e The Substance, una carriera in costante ascesa

Il 2019 è un anno particolarmente significativo per la carriera dell’attrice. Tra i titoli del periodo ricordiamo IO, film targato Netflix diretto da Jonathan Helpert dove Margaret Qualley è assoluta protagonista, qui in un ruolo molto più intimo rispetto ai titoli precedenti. È poi in Native Son (diretto da Rashid Johnson), Adam (di Rhys Ernst), Seberg – Nel mirino (diretto da Benedict Andrews), Strange But True (di Rowan Athale). Il titolo più importante in cui recita in questo periodo però è sicuramente C’era una volta a… Hollywood, di Quentin Tarantino.

margaret qualley c'era una volta a hollywood

Il ruolo di Margaret è in realtà abbastanza secondario ma, nonostante ciò, è riuscita a rendere iconici i pochi minuti che le sono stati riservati sullo schermo. Il film segue la storia di Rick Dalton, un attore di telefilm western in declino, e di Cliff Booth, la sua controfigura. I due cercano di ottenere ingaggi e fortuna nell’industria cinematografica, al tramonto dell’età dell’oro di Hollywood.

Fanno da sfondo le luci e le ombre della Hollywood degli anni ’70, tra cui le tragiche vicende legate alla figura di Charles Manson. Margaret Qualley ha dichiarato che l’esperienza sul set è stata molto positiva ma ha affrontato con un certo timore la scena in cui poggia i piedi sul parabrezza dell’auto di Brad Pitt, a causa della sua profonda insicurezza sui suoi piedi martoriati dal suo passato nella danza.

L’attrice presta il suo volto anche ad un personaggio del noto videogioco di Hideo Kojima, Death Stranding, accanto ad un cast d’eccezione. È inoltre nella miniserie Fosse/Verdon. Nello stesso 2019 ha inoltre una breve relazione sentimentale con Pete Davidson, durata poco più di due mesi e chiusa in modo amichevole.

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L’anno seguente, invece, Margaret inizia a frequentare Shia LaBeouf, dopo aver collaborato al suo fianco in un videoclip musicale della sorella Rainey. Si è trattato tuttavia di una relazione abbastanza turbolenta, soprattutto per la causa legale intentata nei confronti dell’attore dalla sua ex fidanzata, FKA Twigs, accusandolo di gravi abusi fisici, psicologici, violenza sessuale e isolamento coercitivo durante la loro relazione. Colpita da una bufera mediatica per la scelta iniziale di restare accanto a LaBeouf, i due si lasciano nel 2021. Margaret ha poi ammesso di aver preso le distanze dall’attore per proteggere la sua ascendente carriera e, pochi mesi dopo, ha pubblicamente mostrato supporto nei confronti della cantante FKA Twigs.

margaret qualley shia labeouf

Nel 2021 è protagonista della miniserie Maid, progetto che consacra Margaret Qualley come una delle migliori attrici della sua generazione. Ispirata alla biografia bestseller di Stephanie Land (Donna delle pulizie. Lavoro duro, paga bassa e la voglia di sopravvivere di una madre), racconta la storia di Alex, una giovane madre single che scappa nel cuore della notte con la figlia di tre anni, Maddy, per sfuggire alle violenze psicologiche ed emotive del fidanzato alcolizzato. Per sopravvivere e non perdere la custodia della bambina, Alex trova lavoro come addetta alle pulizie domestiche ad ore, ritrovandosi a dover far fronte ad una condizione di miseria.

In Maid Margaret ha inoltre la possibilità di confrontarsi in modo diretto con la madre Andie MacDowell, qui proprio nel ruolo della madre della protagonista, ingaggiata dallo showrunner su suggerimento della stessa Qualley. L’esperienza è stata terapeutica ma anche incredibilmente intensa. Margaret ha raccontato che recitare scene in cui doveva urlare contro sua madre o subire i crolli emotivi del suo personaggio è stato emotivamente faticoso, ma la fiducia innata tra loro ha permesso ad entrambe di raggiungere un realismo impressionante.

margaret qualley maid

La sua interpretazione magistrale ha commosso il pubblico di tutto il mondo, rendendo Maid una delle serie più viste di sempre su Netflix. Per questo ruolo Margaret ha ricevuto le nomination ai premi più prestigiosi di Hollywood, inclusi gli Emmy Awards, i Golden Globes e gli Screen Actors Guild Awards come miglior attrice protagonista.

Nel 2023 recita in uno dei suoi progetti più audaci, Sanctuary, diretto da Zachary Wigon. Il film, girato in una sola stanza, si regge interamente sui dialoghi dei suoi due protagonisti e dove Margaret dimostra nuovamente la sua incredibile capacità di dominare lo schermo con grande versatilità, riuscendo a muoversi agilmente tra ruoli completamente diversi tra loro.

Nello stesso 2023 ha inizio inoltre l’interessante collaborazione con Yorgos Lanthimos, in Povere Creature! e Kinds of Kindness. In quest’ultimo titolo, in particolare, l’attrice interpreta quattro ruoli diversi, mettendo nuovamente in gioco la sua versatilità e la sua capacità di incarnare figure ambigue, sottomesse o disturbanti. Margaret Qualley si presta così perfettamente al mondo surreale costruito da Lanthimos, capace di muoversi tra il grottesco e il drammatico utilizzando il corpo in modo estremamente espressivo.

Kinds of Kindness Yorgos Lanthimos anteprima Cannes 2024

Il 2023 è un anno importante per l’attrice anche per la sua vita personale, il 19 agosto sposa infatti il produttore musicale Jack Antonoff, dopo una relazione iniziata già nel 2021:

 “Fino a circa un mese prima di incontrare Jack, non ho mai avuto mobili. Vivevo sempre in questi squallidi appartamenti e mi spostavo di continuo da un posto all’altro con un materasso per terra e una lampada dell’Ikea. Non ho mai creato una vera casa. Non mi importava; mi interessavano i film. Usavo il seminterrato di mia sorella a Los Angeles come ripostiglio per le mie cose. Ma non ho investito in quella parte della mia vita. È davvero emozionante ora creare una casa e avere qualcosa di cui prendermi cura”.

Anche le persone attorno a loro descrivono la loro relazione con grande ammirazione. Tra queste spicca Lana del Rey, amica di Antonoff, che dedica il brano Margaret proprio all’attrice:

“Sono grata ad Antonoff per l’esempio che mi ha dato con il suo matrimonio con Margaret. Ho visto come la guardava quando l’ha conosciuta ed è uno dei motivi principali per cui ho aspettato così tanto a sposarmi e per cui ho incontrato il mio meraviglioso marito”.

Nonostante l’idillio dei primi anni sembra che al momento la loro relazione stia attraversando delle turbolenze: rumors degli ultimi giorni, infatti, dichiarano che i due si stiano separando.

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Dopo Drive Away Dolls, diretto da Ethan Coen nel 2024, Margaret Qualley recita in uno dei film più iconici della sua carriera sino ad ora: The Substance. Il body horror diretto da Coralie Fargeat vede come protagonista Demi Moore, qui nei panni di un’attrice la cui carriera sta ormai decadendo: una donna sulla soglia dei cinquant’anni che, dopo i fasti degli anni Ottanta, vede sfiorire la propria bellezza e, di conseguenza, ogni possibilità lavorativa nello star system di cui fino ad allora era stata un volto noto.

Un’amara critica contro le logiche hollywoodiane e sociali, dove il corpo femminile è costantemente fagocitato dagli standard irrealistici e tossici imposti dall’industria dello spettacolo. Margaret veste i panni della versione migliorata della protagonista, Sue, che incarna tutto ciò che la società richiede: è ventenne, tonica, iper-sensuale e magnetica, modellata sul desiderio dello sguardo maschile. The Substance è un film coraggioso e senza freni che segna la maturità artistica di Margaret Qualley, in cui ha usato la propria bellezza e la propria fisicità per decostruire e criticare ferocemente proprio quegli ideali hollywoodiani che l’hanno circondata fin da bambina. Per la sua interpretazione è stata candidata al Golden Globe per la miglior attrice non protagonista.

Tra i progetti più recenti, del 2025, ricordiamo Blue Moon di Richard Linklater e Honey Don’t!, di nuovo di Ethan Coen. Numerosi sono i progetti in cui vedremo presto Margaret Qualley: Ricchi… da morire – Delitti in famiglia (How to Make a Killing, di John Patton Ford); The Dog Stars – Le stelle dopo la fine (di Ridley Scott); Love of Your Life (di Rachel Morrison) e King Snake di Jeff Nichols.

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L’evoluzione professionale di Margaret Qualley ne consacra definitivamente lo status di interprete di primo piano della sua generazione. Attraverso una filmografia coraggiosa che vanta collaborazioni con registi del calibro di Quentin Tarantino e Yorgos Lanthimos, l’attrice ha dimostrato una versatilità rara, capace di decostruire la propria immagine estetica a favore della verità del personaggio. La sua capacità di governare la scena testimonia una maturità artistica ormai pienamente raggiunta.

Svincolatasi dal peso delle origini familiari e dalle rigide convenzioni dell’industria dello spettacolo, Margaret Qualley si proietta nel futuro del cinema internazionale non più come una promessa o un’icona transitoria, ma come una firma recitativa solida, autoriale e costantemente aperta al rischio interpretativo, e noi non vediamo l’ora di vederla nuovamente sullo schermo e di assistere alla sua ascesa!

Fonte: Anticipazioni – iCrewPlay Cinema e Serie Tv
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