L’annuncio di Star Wars / Marvel: Hope Assembles, la miniserie a fumetti in cinque numeri che debutterà all’inizio del 2027, rompe le logiche commerciali che si trasformano in veri e propri eventi culturali. Non si tratta soltanto dell’ennesima operazione nostalgia o di un riempitivo per appassionati di nicchia. Per la prima volta nella storia, l’universo di Luke Skywalker e quello degli Avengers si incroceranno in modo ufficiale.

Per capire la portata di questa operazione, bisogna fare un passo indietro e guardare al calendario. Il 2027 non è un anno qualunque: segna il cinquantesimo anniversario dell’uscita nelle sale di Una nuova speranza, la pellicola con cui George Lucas cambiò per sempre la storia della settima arte. Celebrare mezzo secolo della mitologia di Star Wars unendola al pantheon dei supereroi della Casa delle Idee è una dichiarazione d’intenti.
La trama, che vede una distorsione della realtà catapultare l’Alleanza Ribelle e l’Impero Galattico direttamente su Terra-616, è il pretesto perfetto per esplorare le potenzialità di una narrazione senza confini. Il primo elemento che salta all’occhio, e che farà sobbalzare sulla sedia i cinefili, è il nome di chi siede in cabina di regia per questa sceneggiatura: Kevin Smith. Parliamo di un autore che ha costruito la propria intera carriera cinematografica sul culto ossessivo della cultura pop e, in particolare, di Star Wars.

Dai dialoghi folli di Clerks fino alle sue incursioni nei cinecomic, Smith è il ponte ideale tra lo schermo e la pagina stampata. La sua scrittura non sarà quella di un freddo dipendente aziendale incaricato di far quadrare i conti, ma quella di un fan viscerale che conosce ogni singola sfumatura di questi personaggi. Accanto a lui, le matite di David Marquez garantiranno quella spettacolarità visiva che i lettori abituati alla grandiosità dei moderni blockbuster si aspettano di trovare.
Marvel e Star Wars, uniti al cinema e in tv dalla Disney?
Da un punto di vista strettamente cinematografico e industriale, Hope Assembles rappresenta il trionfo definitivo della filosofia aziendale di The Walt Disney Company. Da quando la multinazionale ha acquisito prima la Marvel e poi la Lucasfilm, gli analisti si sono sempre chiesti se e quando i due colossi avrebbero unito le forze in un unico, mastodontico progetto. Fino ad ora, la separazione era stata netta, quasi sacrale.
Rompere questo tabù sul palcoscenico del fumetto è una mossa astuta: permette di testare le reazioni del pubblico, di analizzare la tenuta del mercato e di capire se una simile contaminazione possa, in futuro, tradursi in qualcosa di ancora più grande. Non è utopistico pensare che questo esperimento possa fare da apripista per uno speciale su Disney Plus tra Marvel e Star Wars o per serie animate, cortometraggi e magari clamorosi sviluppi live-action sul grande schermo.

Immaginare le dinamiche tra figure iconiche è un esercizio che da sempre affascina il pubblico. Come reagirebbe la leadership diplomatica e militare della Principessa Leia di fronte all’idealismo granitico di Captain America? Quale scintilla scoccherebbe dall’incontro tra il carisma sfrontato di Han Solo e l’egocentrismo geniale di Tony Stark? E, sul fronte dei villain, l’alleanza tra la minaccia tecnologico-mistica del Dottor Destino e il potere oscuro di Darth Vader promette di ridefinire il concetto stesso di antagonismo.
Tra il villain di Star Wars e il prossimo personaggio Marvel di Robert Downey Jr. esiste soprattutto una profonda influenza editoriale/culturale. Il Dottor Destino ha preceduto Darth Vader di ben 15 anni: creato da Stan Lee e Jack Kirby, Victor von Doom ha debuttato su Fantastic Four #5 nel 1962. Quando George Lucas presentò Darth Vader nel 1977, le somiglianze visive erano così evidenti che lo stesso Stan Lee ironizzò pubblicamente sul fatto che Marvel fosse arrivata prima.

Sebbene il design finale di Vader (curato da Ralph McQuarrie) attinga soprattutto ai caschi dei samurai e agli elmetti tedeschi della Prima Guerra Mondiale, l’archetipo del villain sfigurato nascosto dietro una maschera di metallo e avvolto in un mantello è stato sdoganato nella cultura pop proprio dal Dottor Destino. Oltre ad avere in comune il concetto di sovranità, il villain di Star Wars unisce un supporto vitale cibernetico fantascientifico con il misticismo spirituale della Forza (il “lato oscuro”), come il Dottor Destino fonde una la sua tecnologia iper-avanzata con la stregoneria mistica.
Fonte: Anticipazioni – iCrewPlay Cinema e Serie Tv Leggi ...