Regolamento Agcom su autorizzazioni fornitura servizi media audiovisivi e iscrizione ROC

5/12/2023

 

 

AGCOM – con la delibera n. 295/23/CONS – ha pubblicato il Regolamento concernente la disciplina relativa al rilascio dei titoli autorizzatori alla fornitura di servizi di media audiovisivi e radiofonici via satellite, su altri mezzi di comunicazione elettronica e a richiesta.

Di seguito una sintesi del suo contenuto:

Lart. 1 reca le definizioni ai fini del regolamento, mentre l’art. 2 precisa il campo di applicazione del regolamento di disciplina del rilascio dei titoli autorizzatori per la fornitura di servizi di media audiovisivi e radiofonici via satellite e su altri mezzi di comunicazione elettronica di cui agli articoli 18, commi 1 e 3, e 19 del TUSMA. In particolare, si prevede che il regolamento si applichi ai fornitori di servizi media av e radiofonici soggetti alla giurisdizione italiana, di cui all‘art. 2 del TUSMA. Il regolamento non si applica invece ai servizi di media av non ricevibili dal pubblico italiano o in uno degli altri Stati membri per mezzo delle apparecchiature di uso comune.
Inoltre, sono esclusi dal campo di applicazione:

a) i servizi che non consistono nell’esercizio dell’attività radiotelevisiva, editoriale o comunque, attinente all’informazione e allo spettacolo, e i servizi che, pur rientrando in tale categoria, sono prestati nell’esercizio di attività non economiche;

b) i servizi di radio in-store, ossia i servizi consistenti esclusivamente nella diffusione di contenuti a carattere musicale e, eventualmente, annunci promozionali relativi a offerte e promozioni applicate dall’esercente nell’ambito del proprio esercizio commerciale e rivolti alla clientela che vi accede;

c) i servizi nei quali il contenuto audiovisivo è meramente incidentale e non ne costituisce la finalità principale, quali, a titolo esemplificativo: siti web gestiti da utenti commerciali che non offrono servizi di media; giochi online; programmi-dati;

d) i servizi di piattaforma per la condivisione di video.

Gli artt. 3, 4 e 5 disciplinano, rispettivamente, la fornitura di Servizi di media audiovisivi o radiofonici lineari via satellite, Servizi di media audiovisivi o radiofonici lineari su altri mezzi di comunicazione elettronica e Servizi di media audiovisivi o radiofonici in luoghi aperti al pubblico.

L’art. 6 riguarda in particolare i servizi media AV e radiofonici a richiesta prescrivendo come requisiti per il rilascio della relativa autorizzazione:

  • essere soggetti alla giurisdizione italiana conformemente a quanto previsto dall’art. 2 del TUSMA;
  • avere nell’ oggetto sociale l’esercizio di attività radiotelevisiva, editoriale o comunque attinente all’informazione e allo spettacolo;
  • offrire un catalogo di programmi identificato da un unico marchio, sotto la responsabilità editoriale del fornitore del servizio
  • l’assenza di condanne superiori a sei mesi per delitto non colposo per i rispettivi amministratori e rappresentanti legali.

Viene specificato che la fornitura di cataloghi composti solo di programmi già trasmessi in modalità lineare nell’ambito di un servizio già autorizzato e l’offerta di contenuti che, pur identificata da uno specifico marchio, non si configura come un catalogo autonomamente accessibile al pubblico non sono assoggettate al regime giuridico dell’autorizzazione generale.

L’art. 7 precisa che la fornitura di servizi media av o radiofonici lineari al pubblico italiano da parte di soggetti legittimamente stabiliti, autorizzati ed esercenti in uno Stato UE o della Convenzione di Strasburgo non è condizionata al rilascio del titolo autorizzatorio da parte dell’Autorità italiana. La stessa disciplina vale per la fornitura di servizi media av o radio a richiesta al pubblico, limitatamente ai fornitori in Stati UE (disciplina non estesa, dunque, ai Paesi parte della Convenzione di Strasburgo).

Si precisa che i soggetti che forniscono i servizi di cui ai commi precedenti sono tenuti all’iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione (ROC).

Gli artt. 8, 9 e 10 illustrano la disciplina in merito all’ottenimento dell’autorizzazione, facendo ricadere sui soggetti che forniscono i servizi di cui agli articoli precedenti l’obbligo di un versamento a favore dell’Autorità a titolo di rimborso per gli oneri di istruttoria (art. 8). Inoltre, sono menzionati gli obblighi di comunicazione (art. 9) nonché la disciplina riguardante l’eventuale cessione dell’autorizzazione a terzi (art. 10).

L‘art. 11 reca la disciplina in materia di revoca, decadenza e sospensione dovuta alla volazione delle disposizioni contenute nel regolamento, mentre l’art. 12 pone l’obbligo per tutti i soggetti che eserciscono le attività oggetto del presente Regolamento, non ancora iscritti nel Registro degli operatori di comunicazione (ROC), di effettuare la relativa iscrizione, pagare il contributo secondo le disposizioni di legge e le delibere dell’Autorità e provvedere alle comunicazioni previste nel Regolamento per l’organizzazione e la tenuta del registro degli operatori di comunicazione adottato con la delibera n. 666/08/CONS, del 26 novembre 2008.

Gli artt. 13, 14 e 15 stabiliscono la disciplina in materia di Reti di diffusione e separazione contabile e societaria (art. 13), Trasmissione integrale simultanea o semi-simultanea (art. 14) e Ritrasmissione parziale (art. 15).

Gli articoli finali (artt. 16,17,18 e 19) prescrivono le modalità di conservazione delle registrazioni dei programmi (art. 16), nonchè la normativa applicabile (art. 17) e le sanzioni in caso di violazione del regolamento (art. 18), di cui all’art. 1, comma 31, della legge n. 249/1997:

  • sanzione amministrativa compresa tra 10.000 euro e 250.000 euro.
  • in caso di inottemperanza di norme in materia di abuso di posizione dominante o di equità e trasparenza nei servizi di intermediazioni finanziaria di cui al Regolamento (UE) 2019/1150, una sanzione amministrativa il cui ammontare è compreso tra il 2% e il 5% del fatturato realizzato nell’ultimo esercizio chiuso anteriormente alla notificazione della contestazione.
  • se l’inottemperanza riguarda ordini impartiti dall’Autorità nell’esercizio delle sue funzioni di tutela del diritto d’autore e dei diritti connessi, si applica a ciascun soggetto interessato una sanzione amministrativa pecuniaria da euro diecimila fino al 2 per cento del fatturato realizzato nell’ultimo esercizio chiuso anteriormente alla notifica della contestazione.

Infine, l’art. 19 (Disposizioni transitorie) dispone che i soggetti già titolari di autorizzazione proseguono l’esercizio della propria attività fino a naturale scadenza dei titoli abilitativi acquisiti.

 

 

 

Fonte: ANICA
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