La rivolta delle ex

Connor Mead (McConnaughey) è un celebre fotografo di moda, conosciuto soprattutto per le sue copertine un po’ osè di Vanity Fair Us, col vizio di cambiare donna più facilmente dei calzini.

Costretto, suo malgrado, a fare da testimone alle nozze del fratello minore, il playboy incallito torna alla tenuta del defunto zio Wayne (Michael Douglas), dove è cresciuto dopo la tragica morte dei genitori.

Allergico all’istituzione del matrimonio e fermamente deciso a impedire quello del fratello, manco fosse Don Rodrigo con quello dei Promessi Sposi di manzoniana memoria, prima fa fuori la torta nuziale, poi cerca pure di far impazzire la sposa che già tanto sana di mente non è.

Ma forse complice qualche whiskey di troppo e il redivivo zio Wayne, come un moderno Scrooge senza Canti di Natale però, sarà al contrario costretto a rivedere il suo cinismo e il suo antisentimentalismo da tre fantasmi in gonnella.

A bordo di un letto a due piazze viaggerà avanti e indietro nel tempo alla ricerca del suo cuore perduto.

Tra fughe e viaggi metafisici, Connor rivedrà Jenny (Jennifer Garner), ex amata, lasciata e mai dimenticata, che gli fa capire che il tempo di essere uno sciupafemmine seriale è passato ed è arrivato il momento di appendere le proprie armi di seduzione al chiodo.
La rivolta delle ex non è altro che una simpatica commedia sentimentale che ha come tema principale quello della seconda chance e dell’opportunità riparatrice, che impegna il protagonista a riformulare la propria vita e a compiere il desiderio inesaudito dell’amore.

Il regista, Mark Waters, seppur non essendo certo da premio oscar, rende il film leggero si, ma mai scontato, nonostante la trama ormai straconosciuta e utilizzata, strappando, spesso e volentieri risate sincere.

I dialoghi o meglio gli scontri amorosi tra il cinico Connor e l’ostinata Jenny, sono divertenti, mai banali, anche se la parte più divertente è affidata al fantasma dello zio Wayne, amatore recidivo, morto in solitudine e deciso ad ammonire e redimere l’intraprendente nipote.

Il passato e il presente sentimentale del protagonista, sono, invece, mostrati al pubblico con l’ausilio dei simpatici fantasmi della “prima volta” di questo al tempo delle medie e della sua, attuale, sarcastica assistente, che mostrano il vivace campionario femminile da lui desiderato, amato e abbandonato nel corso della sua esistenza, o meglio della sua vocazione, mentre il futuro gli viene anticipato da un algida bionda che non parla mai e che gli fa capire quanto sia tragico come risultato di un’esistenza spesa a deprezzare le donne.

Anche se l’ironia della prima metà del film, che rianima la guerra dei sessi, inseguimenti e situazioni imbarazzanti, si disperde sul traguardo, arrivando all’ovvio lieto fine,tutto sommato questa è una commedia gradevole, ottima per passare una piacevole serata in compagnia della propria dolce metà.