Un bon petit soldat, la recensione del film di Stéphan Brizé da Venezia 83

un bon petit soldat

Quarto film sul mondo del lavoro di Stéphan Brizé, dopo La legge del mercato (2015), In guerra (2018), Un altro mondo (2021). Come nel caso di quest’ultimo, la storia di Un bon petit soldat, presentato in concorso a Venezia 83, si focalizza sulle dinamiche dirigenziali più che su quelle dei dipendenti, tenendo in primo piano la questione delle scelte, dove invece le dinamiche sindacali di In guerra ponevano l’accento su sacrificio, solidarietà e resistenza. La protagonista è Carla (Alba Rohrwacher, strepitosa) una responsabile delle risorse umane appena assunta da una grossa compagnia assicurativa.

Il film inizia con una riunione dei vertici aziendali in cui viene mostrato uno spot che dovrebbe servire ad attirare profili professionali giovani e altamente qualificati, ed è incentrato sull’inclusività: al centro vengono infatti messi i dipendenti disabili e la rete di sostegno e solidarietà che li rende una parte paritaria del team di lavoro. Il video sembra a tutti un’ottima idea ma il CEO, interpretato da Vincent Lindon (volto ricorrente del cinema di Brizé e strepitoso pure lui), chiede di ricominciare tutto da capo: “Pensate che attireremo giovani di talento mostrandogli gente senza braccia e senza gambe?”.

La scena è grottesca e in definitiva molto divertente, in un modo che ti fa sentire vagamente in colpa: alla proiezione stampa al Festival di Venezia è addirittura scattato un doppio applauso. Ma soprattutto chiarisce già il tono del film, quello di una farsa tragica con momenti esilaranti. Se infatti le dinamiche sindacali di In guerra innescavano un dramma durissimo, l’atteggiamento di Brizé cambia radicalmente nello spostare l’obiettivo sui quadri aziendali. L’idea è che queste persone sono anch’esse incastrate nel flusso tardo-capitalista delle nostre metropoli ma operano quotidianamente in modo attivo nel processo decisionale, che quel flusso lo rende non solo costante ma rinvigorito.

La protagonista Carla è separata, ha un figlio che fa la prima media e – in teoria – lo tiene a settimane alternate con suo marito, ma il nuovo lavoro la obbliga a rimandare continuamente la sua settimana e nell’arco del film la vediamo parlare con suo figlio solo via Zoom. Il ragazzino ha ricevuto la pagella e ha la media del 7, una media che secondo la donna è l’inizio di un disastro che si porterà dietro tutta la vita: in una lunga call, in cui prova a spiegargli a distanza alcuni concetti di geometria, finisce per perdere la pazienza e gli urla malamente addosso. Tutto questo poco dopo aver scoperto che una dipendente aveva pesantemente insultato una sottoposta per non aver ottenuto i risultati sperati.

Il parallelo tra i due eventi non è particolarmente originale ma inserisce nel dispositivo filmico uno sviluppo quasi da horror, nel senso la mentalità aziendale è rappresentata come un virus che viene tramandato di generazione in generazione per provocare una mutazione (lo stesso, spietato CEO dell’azienda l’ha ereditata dal padre). Ecco, intorno a Carla che lotta con le sue ambizioni e il suo bisogno di approvazione (sta completando il processo di mutazione), e ai dirigenti che graniticamente guardano solo ai numeri (e l’hanno già completato), c’è tutto un popolo di utili idioti – non del tutto consapevoli? – che offrono alla macchina tritatutto consulenze accessorie, come l’“happiness manager” o la compagnia di videoproduzioni che gira lo spot. È in questi ruoli “esterni” che il lato paradossale della macchina bellica emerge, e il lato comico e paradossale della recita collettiva esplode.

Perché questo Brizé vuole dire, la complicità a questo sistema non ci rende soltanto soli e miserabili, ci rende prima di tutto ridicoli, come tutti i cattivi attori, e forse solo la consapevolezza di questo imbarazzo (più che i disastri sentimentali che lo precedono) può spezzare il circolo vizioso. Un grande film, tra Ken Loach e The Office.

Foto: Gaumont (Sidonie Dumas), France 3 Cinéma

Fonte: Film: trame e trailer - Best Movie
Leggi ...