Tagged: festival di venezia

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Maresco è morto, viva Maresco: Un film fatto per Bene manda all’inferno il cinema una volta per tutte

Un film fatto per Bene Franco Maresco
Dio è morto, Marx è morto e anche Maresco non se la passa tanto bene: "Un film fatto per Bene" è un urlo di disperazione che arriva dritto dagli inferi per mandarci all’inferno tutti, cinema compreso, anzi soprattutto noi e i film. Il libro dell’Apocalisse definitivo di un autore geniale e irripetibile, che realizza il proprio auto-ritratto più grottesco e disperato, il più ossessivo e impietoso ma anche il più spirituale, guidato in modo squinternato da una crisi depressiva ma vitalissima, da una follia degna di Schopenhauer e da una furia nichilista che non sarebbe dispiaciuta a Goffredo Fofi e, nella sua religiosissima e metafisica iconoclastia, perfino a Nietzsche. In sala dal 5 settembre con Lucky Red dopo il passaggio in Concorso a Venezia 82
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A House of Dynamite, l’attacco al potere di Bigelow che fa a pezzi i democratici USA

A House of Dynamite Kathryn Bigelow
Il personalissimo “attacco al potere” della regista premio Oscar per Netflix: un saggio di regia ad alta tensione adrenalinica che col suo solito stile d’assalto ci catapulta nell’ora più buia ed estrema del collasso - ridicolo, posticcio, perfino terribilmente satirico - del potere americano, dove tocca fare i conti coi drammi e i fantasmi dei focolari familiari ancor prima che con una geopolitica in forma di polveriera e a essere bombardati sono soprattutto i democratici USA
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Il mago del Cremlino di Assayas è la guida cinica e perversa al potere che ci meritavamo

Il mago del Cremlino Assayas
Un biopic politico mefistofelico e avvolgente in cui Olivier Assayas riversa tutto il suo spirito punk rock, pur con un’assoluta e chirurgica fedeltà alla sceneggiatura co-scritta con Emmanuel Carrère e alle sue dissertazioni machiavelliche, dallo spirito cinico e dissacrante. Un film che parla della geopolitica di oggi facendo luce sulle più profonde, interessanti e paradossali radici dei suoi cortocircuiti, senza rinunciare alla farsa macabra e alla black comedy. Tra le vette del Concorso di Venezia 82 e prossimamente in sala con I Wonder Pictures
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Frankenstein di Guillermo del Toro è un inno al potere dolce e salvifico della mostruosità

Frankenstein del Toro
“Frankenstein” non è solo la più dolce e romantica appropriazione possibile del classico di Mary Shelley da parte di Guillermo del Toro, ma anche il suo tributo definitivo a un’idea tenerissima e straziante di mostruosità in grado di azzerare i confini tra la scienza e la fede, la vita e la morte, la redenzione e la dannazione. Uno struggente tributo alla tirannia ma anche alla forza salvifica della diversità, in cui dare del tu ai propri demoni si rivela e si chiude come massima e più imprescindibile forma di libero arbitrio
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No Other Choice di Park Chan-Wook, travolgente atto d’accusa alla ferocia del capitalismo

No Other Choice recensione
Il film in Concorso a Venezia 82 è il punto di massima esplosione e deflagrazione de cineasta sudcoreano, formalista assoluto e cineasta magnetico in grado di lavorare sulla sovreccitazione dell’immagine come pochi altri. Un j’accuse al capitalismo (non solo) asiatico, sotto forma di barzelletta macabra e di dramma pulp incendiario e serissimo, disperato e senza ritorno, che fa da requiem anche a quell’estetica postmoderna tanto cara al cineasta di Oldboy. Al cinema a gennaio 2026 con Lucky Red
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Con Bugonia Lanthimos ed Emma Stone tornano a spiegarci un presente folle e complottista

Bugonia Lanthimos
Il nuovo film del regista greco in Concorso a Venezia 82 è una costola di “Kinds of Kindness” in cui Lanthimos si diverte a squadernare l’agenda macabra e complottista del presente sotto forma di un lussuoso episodio di "Black Mirror" virato in chiave arthouse, dove la forma macabra, demente e pestilenziale della provocazione apocalittica è la perfetta misura della letteralità di un presente sempre più caotico e orizzontale
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After the Hunt di Luca Guadagnino è il film definitivo sulla guerra in atto tra generazioni

After the Hunt recensione
"After the Hunt" è il Carnage di Luca Guadagnino sul conflitto tra gen z, boomer e millennial: un kammerspiel dove l’intelletto e la carne si scontrano a suon di feroci e impietosi duelli dialettici, sfumando e corrompendo i confini tra le vittime e i carnefici. Seducente e destabilizzante. Fuori Concorso a Venezia 82 e in sala dal prossimo 16 ottobre